domenica 22 aprile 2012

Nuovo sito online

Con grande felicità, in questa bellissima domenica di aprile, possiamo finalmente annunciare che il nuovo sito è finalmente online.

In esso potrete trovare tutte le informazioni essenziali e necessarie sulla nostra associazione e su come mettervi in contatto con noi, oltre alle informazioni sulle iniziative che andremo ad organizzare.

Ci auguriamo che il nuovo aspetto grafico vi piaccia e i contenuti soddisfino la vostra fame di curiosità ma, ora, ecco a voi il link al nuovo sito del MuPIn.


mercoledì 11 aprile 2012

LES CHOSES -- Articolo su "Le Tigre"

Ed ecco qui, in italiano, l'articolo pubblicato sulla rivista Le Tigre.



Un ringraziamento a Giulia G. che ci ha cortesemente tradotto il tutto.

Elia, Andrea, Alberto, Tony e Diego preparano la prossima apertura a Torino del Museo Piemontese dell'Informatica, che raggrupperà l'insieme della loro collezione. Su 250 mq di ufficio e 1000 mq di deposito, più di 300 consolles, un centinaio di calcolatrici, qualche migliaio di manuali, 5000 riviste, 300 software, 500 videogiochi e più di 2000 computer.
“Il computer è un calcolatore programmabile. Basta ricordare Charles Babbage, filosofo e matematico britannico che ebbe per primo l'idea del calcolatore programmabile. Babbage progettò la macchina alle differenze così come la macchina analitica e venne a presentarla a Torino nel 1840. Come potete vedere, qui abbiamo i primi IBM 5150 del 1981 in cui furono installati i primissimi sistemi DOS, i padri dei nostri PC attuali.
Un computer che all'epoca sarà costato come un'auto. Qui abbiamo l'Apple Lisa del 1983. E' stato il primo ad avere l'interfaccia grafica e il mouse, tutto derivato da un prototipo della Xerox. Jobs e Cie scoprirono il prototipo della Xerox, lo svilupparono e lo misero sul mercato con la Apple. Abbiamo anche un esemplare di Apple I: l'ultima volta che è stato venduto ha raggiunto il valore di 150.000 euro. E qui c'è il P101 della Olivetti, uscito nel 1965, che noi consideriamo il primo personal computer. Cerchiamo di riparare e far funzionare ogni pezzo per un uso didattico, per comprendere la logica e le origini di queste macchine. Ora, con il touch screen, tutto sembra semplice, i giovani utilizzano l'informatica in maniera visiva e istintiva, mentre all'epoca, anche semplicemente per giocare, bisognava innanzitutto capire i comandi. I computer sono sempre più minimalisti.
Prima il computer cercava di esporre la complessità che aveva al suo interno: pieno di tasti, di funzioni, di materiali pesanti ed imponenti. Oggi la complessità della macchina viene nascosta. Allora, quando organizziamo delle esposizioni, mostriamo anche l'interno dei computer. Cerchiamo di comprendere come è fatto l'oggetto. Gli hardware hanno tutti odori diversi, come i libri, d'altronde. Io utilizzo ancora delle vecchie tastiere degli anni '80, tac tac tac tac. E' la colonna sonora di migliaia di film. La sensazione del battito su questa tastiera è molto più piacevole rispetto alle tastiere moderne. Quando inserisci un dato, senti veramente il tuo dito che batte su qualcosa. E' una specie di feticismo informatico! Il mio primo computer lo tratto come una persona, lo considero in modo diverso, non è come gli altri...è lui, è un QL Sinclair. Lo utilizzo ancora.”

martedì 10 aprile 2012

Abbiamo bisogno di una mano

Stiamo cercando sponsor per la realizzazione di alcune mostre.

Le spese sono dovute alla realizzazione di:

  • grafiche, schede e cartelloni esplicativi;
  • alcuni video;
  • vetrinette espositive;
  • elaborati per laboratori.

Abbiamo bisogno del vostro aiuto, anche una piccola mano può esserci utile.

Se volete sostenerci vi rimandiamo al link qui sotto per effettuare donazioni o v'invitiamo a mettervi in contatto con noi tramite questo link.


Love at first byte

Con un po' di ritardo per via dei molti impegni che ci hanno presi vi aggiorniamo sulla cena che si è tenuta il 24 febbraio scorso.

 
Foto 1 - I preparativi

Possiamo sicuramente dire che, per essere la prima cena di sostegno da noi organizzata, è stata un successo.

Il menù è piaciuto molto ed anche le porzioni decisamente abbondanti sono state molto apprezzate, così com'è stata apprezzata la piccola mostra, vero e proprio proseguio di quella tenutasi a Palazzo Madama.

Foto 2 - I commensali

Momenti divertenti si sono avuti durante la lotteria, ricca di dieci premi su ventisei partecipanti.

Foto 3 - L'estrazione dei premi


Alla fine, togliendo le spese, si è riusciti ad incassare una cifra che si è deciso verrà usata per acquistare un transpalle manuale, divenuto più urgente degli scaffali (alcuni ci sono stati donati proprio in questo periodo) per la movimentazione dei pezzi forti della collezione.

Vi aspettiamo ancora più numerosi al prossimo pranzo o cena benefica.