lunedì 27 febbraio 2012

Programma 101

Il MuPIn ha da oggi a disposizione una seconda Olivetti Programma 101 completa di manuali
Presto il resoconto dettagliato del recupero.
















venerdì 24 febbraio 2012

APPLE MACINTOSH CLASSIC



Anno: 1990
CPU: Motorola 68000 a 8 MHz (32 bit)
Sistema operativo: System 6.0.7


Possedeva un floppy da 3,5”, un hard disk da 40 MB ed un monitor
incorporato monocromatico, da 9”.
La RAM è da 1 MB espandibile fino a 4 MB, mentre la ROM è da
512 KB.
La rete è di tipo AppleTalk mentre le connessioni con le altre
periferiche erano di tipo ADB o SCSI.
In totale pesava circa 7,26 Kg.

Curiosità

Il floppy poteva leggere e scrivere su dischi formattati sia per il
sistema operativo Apple che per MS-DOS, OS/2 e ProDOS.

mercoledì 22 febbraio 2012

IBM S/36 5362



Anno: 1983
CPU: 2 processori ad 8 bit
Sistema operativo: SSP


Ha 128 KB di RAM ed un hard disk da 30 MB ma poteva supportare
fino a 7MB di RAM ed avere 1478 MB di hard disk. Il modello
specifico veniva venduto con disco dai 30 MB ai 60 MB.
Il pannello frontale ha un display ho 4 led esadecimali.
E’ fornito da un floppy da 8” ed il suo peso è solamente di 68 KG.
Il sistema operativo SSP (System Support Program) era adatto
alla multiprogrammazione ed all’uso di più processori.


È la versione entry level del System/36 della IBM e costava
ventimila dollari ($ 20000).
Negli anni è stato sostituito dall’AS/400, altra macchina IBM di
questa fascia.

lunedì 20 febbraio 2012

COMMODORE PET 3032




Anno: 1979
CPU: MOS 6502 a 1 MHz (8 bit)



Fornito, in questa versione di 14 KB di ROM, poteva avere 8, 16 o
32 KB di RAM.
Aveva incorporato il Commodore Basic nella versione 3 ed un
monitor a fosfori verdi.
Come unità di memoria per il salvataggio dei dati, usava dei dischi
esterni oppure poteva esservi collegato un mangianastri audio.


È il successore del Commodore PET, facendo parte della linea
professionale della famosa casa americana.
A dispetto, comunque, del suo precedente, aveva una tastiera
standard.
Particolare di nota di questa linea è la forma monolitica.

sabato 18 febbraio 2012

TANDY RADIO SHACK TRS 80 PC-1




Anno: 1980
CPU: SC43177 O SC43178 (8 bit)
Sistema operativo: BASIC


Era venduto con due espansioni differenti, una permetteva
l’interfacciamento con delle cassette magnetiche, mentre, l’altra
permetteva sia l’interfacciamento con le cassette magnetiche sia la
stampa per mezzo di una piccola stampante dot-matrix (matrice di
punti).
Pesa 170 Gr.

Curiosità

È la versione distribuita negli U.S.A. dello Sharp PC-1211.

giovedì 16 febbraio 2012



Avviso ai naviganti 
Le prenotazioni termineranno il giorno 19 febbraio. Invitiamo tutti gli interessati che hanno postato su questo evento o in altre sezioni a contattarci al seguente indirizzo e-mail o o telefonando ai numeri sotto elencati, indicando il numero esatto di persone per cui s'intende prenotare. La cena viene venticinque (25) euro. Grazie della collaborazione!

Indirizzo e-mail: info@mupin.it
Mobile Vodafone: +39 348 5930067
Mobile TIM: +39 366 5420441
 Il menù
Appetitizer

- Focaccine e pizzette

Antipasti

- Crostini con peperoni, olive e capperi
- Crema di formaggio e champignons

Primi

- Lasagne vegane (senza prodotti di origine animale)
- Risotto ai carciofi

Secondo e contorno

- Rolatine di tacchino con patate al forno
- Sformatini di verdure

Dolci

- Torta al ciccolato fondente
- Panna cotta ai frutti di bosco

Bevande

- Acqua
- Vino biologico
- Caffè
- Tisane
Intrattenimento
La cena verrà arricchita da:

- esposizione di alcuni dei pezzi della collezione;
- animazione;
- lotteria;

Inoltre, stiamo cercando di organizzare anche qualcosa di particolare per i più piccini (ma anche per i grandi che vivono di bei ricordi).

martedì 14 febbraio 2012

lunedì 13 febbraio 2012

BELL PUNCH PLUS 509/S





Costruttore: Bell Punch
Categoria: Calcolatrice meccanica
Origine: Regno Unito
Anno: 1958
CPU: non applicabile
Sistema operativo: non applicabile



In vero, addizionatrice, funziona a denti mobili con immissione de
numeri a tasti, i quali erano disposti in colonne.
Questo modello veniva usato per il calcolo delle sterline, pertant
non aveva bisogno delle colonne piene.


La società che produceva queste addizionatrici era  la London
Computetor Corporation, società creata apposta dalla Bell Punch.
Venne poi rinominata in Sumlock Limited nel 1950.




domenica 12 febbraio 2012

Giovani Collezionisti 2011: visita di Marco Marinacci

L'evento, organizzato per la chiusura della mostra di Palazzo Madama, si è dimostrato essere un evento particolarmente piacevole, infatti ci è giunta la conferma che sarebbe stata prolungata di una settimana.

Il 27 gennaio è venuto a trovarci appositamente da Roma, Marco Marinacci, coordinatore, prima, di Micro e Personal Computer e direttore, poi, di MC Microcomputer.

Ci sentiamo in dovere di ringraziare per la collaborazione lo staff del museo. In particolar modo, la direttrice, la Dott.ssa Enrica Pagella, che, abbiamo avuto l'onore ci facesse da guida all'interno dello stesso per una visita personalizzata.


Marco è venuto a trovarci per autografare i primi numeri delle due riviste sopra citate ed esposti nel museo.

Dopo gli autografi e la visita si è andati a prendere un aperitivo e, successivamente, a cena in un locale limitrofo.

Per finire la serata siamo passati in sede e abbiamo continuato ancora con una bella chiacchierata sulla nostra associazione e sui progetti che stiamo portando avanti.

Un grazie ancora a Marco e allo staff di Palazzo Madama.


Il gruppo davanti alle riviste


 
 Marco Marinacci che autografa il primo numero di Micro e Personal Computer


 
Marco Marinacci che autografa il primo numero di MC Microcomputer


Da destra: Dott.ssa Enrica Pagella, Elìa Bellussi e Marco Marinacci.


sabato 11 febbraio 2012

Salvataggio in montagna

Il nostro prode team di recupero alpino ha salvato dalla tormenta un As/400, materiale relativo ai PS/2, uno scatolone pieno di chip per riparare C64, uno scatolone di pacchetti software vecchi (Paradox,Word,Foxpro), manuali dei primi pc IBM (PC/XT/AT) e i cd del OS dell' AS/400.








giovedì 9 febbraio 2012

OLIVETTI M 10



Anno: 1983
CPU: Intel 80C85 a 3 MHz (8 bit)
Sistema operativo: Microsoft BASIC


È uno dei primi personal computer portatili. Il display a cristalli
liquidi da 8 linee di 40 caratteri ed un pacchetto  di software
residente (BASIC, elaboratore testi, foglio elettronico, agenda e
programma di comunicazione) decretarono il successo
commerciale della macchina.
La RAM, da 8 KB è espandibile grazie a quattro slot così da
portarla a 32 KB.
Il computer pesa circa 2 Kg.

Curiosità

Il computer si basa su d’un progetto della Kyocera  Corporation,
società giapponese, ed è simile al Tandy 100 ed al NEC PC-8201 e
Kyotronic KC-85.
“L’ufficio da viaggio … perché M10 non solo produce, elabora,
stampa e memorizza dati, testi e disegni, ma è anche capace di
collegarsi via telefono per spedire o ricevere informazioni” (da un
annuncio pubblicitario dell’epoca).

mercoledì 8 febbraio 2012

Love at first byte


Espressamente richiesta la prenotazione con caparra perché ci facciamo riservare un locale e se non si sarà più che sicuri di quanti ospiti ci saranno potrebbe sorgere qualche problema.

Giovani Collezionisti 2011

In data 8 novembre 2011 si è tenuta presso il Museo d'Arti Antiche di Torino, il cosiddetto Palazzo Madama, la premiazione del concorso "Giovani Collezionisti" indetto dalla Fondazione Torino Musei.
Elìa Bellussi, presidente della nostra associazione si è classificato terzo.
Alla cerimonia di premiazione erano presenti i membri della giuria:
  • Vincenzo Simone, dirigente del Settore Istruzione della Città di Torino
  • Cristina Maritano, conservatore per le Arti decorative di Palazzo Madama
  • Francesco Malaguzzi, collezionista e studioso di legature
  • Gabriella Ferrero, collezionista
  • Erika Zacchello, vincitrice del premio “Giovani collezionisti” 2009
Erano, inoltre, presenti:

  • Enrica Pagella, direttore di Palazzo Madama-Museo Civico d’Arte Antica
  • Anna La Ferla, responsabile dei Servizi Educativi di Palazzo Madama.
A seguito della cerimonia di premiazione l'inaugurazione della mostra sulle collezioni vincitrici. In tale occasione è stato possibile visitare, in anteprima, l'allestimento della stessa, con una selezione dei pezzi delle collezioni. La mostra è rimasta aperta fino al 5 gennaio 2012, per un periodo di poco meno tre mesi, grazie anche al prolungamento dovuto al successo della stessa.
Qui alcune foto della serata d'inaugurazione.
 La commissione

  Il discorso

La premiazione

Davanti alla vetrina espositiva

lunedì 6 febbraio 2012

Esposizione nella nostra sede

Una saletta della sede del MuPIn è ora dedicata ad esporre una selezione di pezzi.
Visitabile su appuntamento.








sabato 4 febbraio 2012

Olivetti Divisumma 24


      Anno 1956  

Nel 1956, con la produzione della Divisumma 24, forse il progetto più importante di N. Capellaro, l'Olivetti raggiunge uno straordinario successo commerciale a livello mondiale. La macchina, completamente nuova nella sua impostazione, costituita da un complesso insieme di cinematismi, ha anche una memoria per la moltiplicazione. ll prezzo di vendita e circa dieci volte il costo di produzione. La macchina è esposta al MOMA (The Museum of Modern Art) di New York nella sezione Architettura e Design.

giovedì 2 febbraio 2012

Supporta il MuPIn


Sostienici

La Storia del Computer è la storia della modernità. Il mondo dell’Informatica ha plasmato e sta plasmando tutt’ora l’evoluzione tecnologica e lo stile di vita nel nostro mondo. Grazie ad essa si sono potute scoprire nuove medicine, lanciare nello spazio razzi e shuttle, decodificare il genoma umano ma anche gestire milioni di transazioni dei conti bancari, le prenotazioni aeroportuali, i dati anagrafici e pure intrattenersi. Riteniamo doveroso, pertanto, fermarci un attimo e pensare a quanto ci ha dato l’Informatica e, con essa, coloro che hanno contribuito alla sua evoluzione: i tecnici, i fisici, gli ingegneri, i filosofi, i matematici. Con questo museo ed in particolare, con questo sito, vogliamo ripercorrere, seppure in piccolo, una parte di questa storia.
Spesso, parlando con la gente, cerchiamo di fare capire com’è nata in noi questa passione e non è facile riuscire a spiegarsi con successo. Sorgono problemi inerenti la "modernità" di tale scienza; i computer e le tecnologie ad essi associate fanno parte della vita di tutti i giorni, della vita di tutti noi abitanti della Terra. Generalmente è più facile comprendere chi si occupa di salvare vecchie macchine da scrivere, francobolli, valute, automobili d’epoca, perché sono elementi della nostra storia oramai passata. Provvedere al salvataggio dalla distruzione ed al recupero dei computer e dei vecchi calcolatori viene quasi considerato come una pratica di raccolta di cianfrusaglia.
Noi, con queste attività puntiamo a smuovere la società, così da poter difendere un ricchissimo patrimonio culturale, tecnologico e sociale, senza il quale non saremmo qui oggi. Pertanto invitiamo tutti e voi, se volete sostenerci, a far circolare informazioni sulle nostre realtà ed a donarci il vostro materiale informatico obsoleto così da preservarlo dalla distruzione e mantenere viva una parte della nostra storia.
Ecco le tipologie di aiute per darci una mano:

Donare materiale

Cerchiamo tutto il materiale possibile, che sia hardware, software, cartaceo; che siano fotografie, video, resigrazioni audio o documenti relativi alla storia dell'informatica. Essi sono ciò che tentiamo di salvaguardare dalla distruzione e senza di essi il museo non avrebbe senso.

Diventare volontario

Il volontariato è un ottimo modo per sostenere il Museo ed unirsi al gruppo. Può capitare di conoscere esperti e persone che hanno fatto la storia. Si possono esplorare nuovi interessi e condividere l'emozione che da il Museo.

Contribuire economicamente

Ci sono molteplici tipologie per aiuti finanziari a sostegno del Museo. Una generosa donazione può fare la differenza.


Donazioni

Apprezziamo il vostro interesse nel volerci aiutare a preservare la Storia dell'Informatica. Per ogni evenienza, pertanto, abbiamo approntato un vademecum.
1. Come faccio a donare od a chiedere informazioni aggiuntive sulla donazione?
Per comunicare la volontà di donare, basta compilare il modulo apposito, nella sezione "Contatti" del sito mentre, nel secondo caso, sempre dalla sezione "Contatti" è possibile contattare lo staff del Museo.
2. A che tipologie di oggetti il Museo è interessato?
Qualsiasi prodotto inerente la Storia dell'Informatica, dall'hardware al software, dai manuali alle riviste, dai libri alle brochure pubblicitarie, dai gadjet ai manifesti, dalle consolle ai mainframe. Inerenti, sono anche le telescriventi, le macchine da scrivere e le calcolatrici a partire da quelle meccaniche. Dai telai a nastro perforato agli apparati di telecomunicazione. Cerchiamo in particolare listati di codice sorgente, schemi, prototipi, pezzi che non hanno avuto successo sul mercato ma anche pezzi storici, che hanno lasciato una traccia importante nella storia.
3. Quali oggetti non vengono accettati dal Museo?
Non accettiamo personal computer assemblati ovvero computer non di marca che siano successivi agli anni 1990.
4. Perché il Museo non accetta tutto?
Documentare, catalogare, conservare e stoccare è molto costoso. Ogni museo deve essere discriminante su ciò che accetta perché ognuno ha una missione definita e risorse limitate. MI non tenta di raccogliere i campioni di ogni innovazione e/o prodotti di ogni azienda. Il Museo raccoglie tutto ciò che può avere un significato storico, i computer moderni, assemblati, sono computer generici, costruiti con pezzi prodotti in milioni di copie.
5. Perché il Museo non ha accettato la mia donazione?
Perché probabilmente è materiale che non è attinente al fine del Museo o perché non risponde alle caratteristiche di cui alla domanda 3.
6. Cosa capita quando voglio fare una donazione?
Dopo aver contattato il Museo, compilando l'apposito modulo on-line, si verrà contattati entro due settimane da un addetto del Museo. In caso di accettazione ci si metterà d'accordo sul ritiro presso i locali dov'è attualmente ospitato il materiale da donare o sulle modalità di spedizione, nel caso si sia impossibilitati per un recupero di persona.
7. Perché e come viene ufficializzata la donazione al Museo?
Prima che il Museo ufficializzi il possesso del materiale donato, deve entrarne in possesso e metterlo a catalogo. Al donatore viene consegnata e/o spedita una lettera in cui si dichiara che egli ha donato il materiale elencato. Tutto questo per far si che il donatore si senta appagato del suo gesto e per concretizzare il passaggio di consegne in modo formale.
8. Come posso spedire il materiale al Museo?
Le istruzioni per la spedizione verranno comunicate all'interessato una volta accordatisi sulla donazione e sul vettore.
9. Chi paga le spese di spedizione?
Paga il Museo. Il donatore non deve accollarsi alcuna spesa.
10. Che riconoscimenti ottiene il donatore?
Il donatore ottiene un attestato in cui si ringrazia lo stesso. Inoltre, previo consenso, viene citato nel catalogo online e durante le esposizioni del materiale, tramite la targhetta descrittiva del materiale.
11. Cosa ci risparmio donando il materiale?
Un'azienda od un privato risparmiano le spese di smaltimento, che non sono mai poche. Inoltre potranno dire di aver salvato un pezzo di storia ed averne un riferimento esplicito.
12. Potete dirmi quanto può valere il materiale che ho a disposizione o comprarmelo? Potete vendermi quello che cerco?
No. Il Museo non compra ed, essendo nato per la salvaguardia della Storia dell'Informatica, non può e non vuol dare alcun valore puramente pecuniario del materiale. Il Museo è composto da collezioni private messe in condivisione, non da collezionisti che vivono della compravendita e che non mettono in condivisione le loro proprietà.
13. Terrete la mia donazione per sempre?
Il fine del Museo è di preservare per sempre il materiale in suo possesso. Ovviamente non sappiamo cosa ci prospetta il futuro, disastri ambientali, furti, pericoli di vario genere, ma il materiale è protetto e non verrà certamente ceduto.
14. Dove e quando posso vedere il materiale da me donato?
Il Museo dell'Informatica organizza mostre sul territorio che vengono segnate online, sul sito web. In quelle occasioni si potrà vedere esposta la selezione di materiale in possesso del Museo. Ci si può anche organizzare per una visita privata alla collezione museale.

Volontariato

Il Museo è alla costante ricerca di volontari, senza di essi rimarrebbe statico e non potrebbe continuare ad offrire i servizi che eroga.
1. Quali sono i compiti per cui si cercano volontari?
La ricerca di volontari varia da compiti di catalogazione a compiti di produzione di materiale. Eccovi un elenco dei compiti, che crediamo sia esaustivo:
  • catalogare
  • restaurare
  • scrivere articoli
  • intervistare
  • produrre video divulgativi
  • pubblicizzare il Museo e gli eventi
  • allestire le mostre
  • aiutare nei i recuperi
  • sviluppare la grafica per il Museo
  • sviluppare codice per il sito

2. C'è bisogno di conoscenze specifiche?
Non c'è assolutamente bisogno di avere nozioni di Storia dell'Informatica, per la maggior parte dei compiti. Certamente, chi si occuperà di restauro dovrà avere un minimo di conoscenze di elettronica o di meccanica. Chi scriverà articoli od intervisterà, dovrà sapersela cavare bene con l'italiano e con l'inglese. Chi produrrà video dovrà avere quelle conoscenze minime che permettono di svilupparli. Chi svilupperà il codice dovrà conoscere, per forza di cose, i vari linguaggi di programmazione web e i linguaggi d'ipertesto. Chi si occuperà della grafica dovrà essere avvezzo ai software specifici. Tutti potranno pubblicizzare tranquillamente il Museo, seguendo semplici linee guida.
3. Quanto tempo è richiesto?
Non ci sono assolutamente obblighi di presenza o d'orario, però, se s'inizia a fare il volontario, si dovrà avere un minimo di continuità e serietà nell'impegno.
4. Come faccio a comunicare la mia intenzione ad aiutare?
Semplicemente compilando il modulo nella sezione "Contatti" del sito, indicando i ruoli per cui ci si offre.
5. Mi ricontatterete ed entro quanto?
Certamente. Vi ricontatteremo entro due settimane per accordarci.
6. Ottengo qualcosa dandovi una mano?
Verrà rilasciato un attestato con il quale vi ringraziamo.

Contributi

Per poter essere gestito, per poter svolgere il suo compito, un museo deve sostenere delle spese necessarie. Queste vanno dalle spese di spedizione o di viaggio per i recuperi, alle spese per il riscaldamento e l'elettricità; dalle spese per l'allestimento del magazzino alle spese per l'organizzazione delle mostre. Inoltre, stiamo cercando dei locali da poter aprire al pubblico, che siano a norma; le spese per la creazione della fondazione sono assai notevoli, per registrarla a livello regionale sono necessari Euro 77.468,53 come da sito web della Regione Piemonte. Un vostro aiuto economico può fare la differenza.
Anche in questo caso abbiamo preparato un vademecum, che speriamo possa esservi d'aiuto, ed un modulo atto allo scopo.
1. Come posso fare per dare un aiuto economico?
Tramite bonifico bancario o vaglia postale. Contattateci e vi daremo più dettagli.
Altrimenti tramite PayPal, con il bottone a fianco .


2. C'è una cifra minima per le donazioni?
Si richiede che la cifra minima sia di Euro 5. Comunque non è stata impostato alcun blocco su PayPal e potrete, quindi, contribuire con la cifra che più preferite.
3. Che riconoscimenti ottiene il donatore?
Il donatore riceverà un attestato di generosità da parte del Museo.
4. Ci sono vari tipi di sottoiscrizioni?
Per ora si è pensata ad una sottoiscrizione minima, come da domanda 2, ed ad una libera. In futuro, quando creeremo la fondazione museale, abbiamo in progetto varie tipologie di sostegno economico.
5. Per quali motivi chiedete contributi economici?
I motivi, come scritto nell'introduzione, sono vari. Di primaria importanza, rimane, per ora, la creazione di una fondazione museale di tipo partecipato, che permetterebbe di salvaguardare il materiale e la collaborazione di semplici cittadini, pubbliche amministrazioni ed enti privati. Stiamo cercando di raccogliere Euro 77.468,53. Quello sarà un buon punto di partenza per poter poi acquisire od ottenere locali atti all'esposizione. Puntiamo ad ottenere almeno 5000 mq ma 10000 mq sarebbero molto più adatti. Inoltre, se fossero locali di vecchie fabbriche abbandonate, ci sarebbe un incentivo in più per il recupero di archeologia industriale.